Fondazione Pushkara
Ritornare all’essenza
Ritornare all’essenza significa lasciare andare ciò che non siamo.
L’essenza non va costruita: è già presente.
È ricordare chi siamo prima delle identificazioni, prima dei ruoli, delle paure, delle aspettative e delle storie che ci raccontiamo. Si rivela quando la mente rallenta e il silenzio si fa spazio, quando smettiamo di cercare altrove ciò che non si è mai perso.
In questo ritorno non c’è nulla da aggiungere, né da conquistare. C’è piuttosto un movimento di rientro: tornare presenti, abitare il corpo, riconoscere questo momento come luogo vivo dell’esperienza presente.
Perché Pushkara
Pushkara è una parola antica che indica il fiore di loto dai petali azzurri.
Un fiore che nasce nel fango, attraversa l’acqua e fiorisce alla luce. Per questo, da sempre, rappresenta il cammino dell’essere umano: radicato nella vita concreta, ma capace di elevarsi senza perdere purezza.
Abbiamo scelto questo nome perché parla di origine e di fioritura, di purezza che non esclude il mondo, di bellezza che nasce dal profondo. Un ritorno all’essenza che non separa ma apre perché fiorire è possibile solo dentro una trama di relazioni dove ognuno sostiene ed è sostenuto.
La Fondazione Pushkara nasce dal desiderio di custodire e diffondere questa possibilità: creare contesti, pratiche e percorsi che favoriscono il ritorno all’essenziale, oltre il rumore, oltre le sovrastrutture, oltre l’idea di dover diventare qualcuno di diverso.
“Un discepolo chiese al maestro Zen:
«Qual è l’obiettivo della vita?»
Il maestro rispose:
«Il fiore sboccia al mattino.»
Il discepolo, confuso, chiese ancora:
«Il significato di questo fiore?»
Il maestro rispose:
«Non chiedere al fiore, osserva mentre sboccia.”